07 Novembre 2016

Operatori in bicicletta per il servizio di assistenza domiciliare ad anziani e non autosufficienti.

BARI - Sono state consegnate questa mattina le biciclette destinate agli operatori socio-assistenziali e che garantiranno agli stessi di potersi muovere agevolmente nell'espletamento del servizio cittadino di assistenza domiciliare rivolto alle persone anziane e non autosufficienti.


Attraverso le due ruote acquistate nell’ambito del progetto finanziato dall’assessorato al Welfare, gli operatori socio-assistenziali dell’ATI vincitrice del bando pubblico - composta dalla cooperativa sociale Servizi Multipli Integrati (SMI), Consorzio Meridia e dalla cooperativa sociale GEA - potranno recarsi in tutti quartieri di Bari per garantire il servizio di assistenza domiciliare - SAD e l’assistenza domiciliare integrata - ADI, al via lo scorso 1° ottobre.

Sono venti le biciclette, omologate e dotate di caschetto, che circoleranno in città con flag identificativo del servizio SAD e ADI. L’idea progettuale, che non comporta alcun costo aggiuntivo per l’amministrazione comunale, nasce dall’esperienza delle cooperative coinvolte, che da oltre un decennio svolgono questo tipo di attività sull’intero territorio, ed è pensata per promuovere e sperimentare forme innovative di mobilità sostenibile.

«Le biciclette, che sostituiranno l’utilizzo delle automobili, saranno gli strumenti degli operatori socio-assistenziali impegnati da anni sul territorio cittadino in questa attività di tipo domiciliare - ha dichiarato l’assessora al Welfare Francesca Bottalico -. L’obiettivo è quello di arrivare nelle case degli anziani e delle persone non autosufficienti attraverso un’esperienza di mobilità sostenibile e un welfare on the road, riconoscibile e riconosciuto dai cittadini. Si tratta di un servizio molto richiesto e particolarmente efficace, rivolto a circa 250 cittadini grazie all’impegno di 50 professionisti. Queste persone vivono spesso la non autosufficienza in maniera problematica anche a causa di un contesto familiare molto precario. Pertanto puntiamo a offrirgli un’assistenza di tipo socio-sanitaria che allo stesso tempo li aiuti a rafforzare i legami sociali. Vogliamo che nessuno si senta isolato, a maggior ragione quando si tratta di persone fragili impossibilitate a muoversi autonomamente dalla propria abitazione».






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